PRIMA ESTERNA PER UN ITALIANO
Luca Parmitano è il primo astronauta italiano ad aver fluttuato e lavorato nello spazio. Dopo essere uscito dalla Stazione Spaziale Internazionale, Parmitano ha iniziato a muoversi lungo l’esterno della Stazione agganciato a un braccio robotico. Diverse le attività svolte, dalla rimozione di alcuni strumenti difettosi alla sostituzione di una telecamera.

LA CODA DEL SISTEMA SOLARE
Non solo le comete, anche l’intero Sistema solare ha una coda formata da particelle in movimento. Qualcosa di simile era già stato osservato nel caso di altre stelle e da tempo si ipotizzava che anche il Sole avesse la sua cosiddetta “eliocoda”. Trovare le prove, tuttavia, non era impresa facile: il nostro punto di vista interno al Sistema solare è scomodo, inoltre la presenza e la distribuzione delle particelle non può essere determinata con strumenti convenzionali dato che non sono osservabilii. A raccogliere dati nonostante le difficoltà intrinseche, ci ha pensato IBEX (Interstellar Boundary Explorer) sonda orbitante della NASA. Le collisioni fra particelle che avvengono ai confini del Sistema solare, producono anche atomi neutri, ovvero particelle prive di carica, che vengono rimbalzate indietro. Niente carica elettrica significa non dover subire deviazioni ad opera di campi magnetici: in sostanza questi atomi, durante il loro viaggio, non cambiano direzione. Nemmeno quando sulla loro strada c’è una sonda NASA pronta a lasciarsi colpire. IBEX ha registrato la loro direzione di provenienza permettendo così ai ricercatori di risalire alla forma della coda del Sistema solare. Due flussi di particelle veloci e due di particelle più lente formano nell’insieme una coda che i ricercatori hanno definito a forma di…quadrifoglio!

STA PER NASCERE UNA GIGANTE
ALMA, la grande rete di radiotelescopi situata in Cile, ha fornito una ecografia stellare, arrivando dove la vista dei telescopi ottici non può spingersi. Indagando su quanto succede all’interno di una nube oscura di gas e polvere, ALMA ha individuato una stella di grossa taglia ancora in fase di formazione. L’oggetto sta crescendo accumulando su di sé il materiale del bozzolo scuro che lo avvolge e che lo nasconde agli strumenti sintonizzati sulla radiazione visibile. Il tutto avviene a circa 11’000 anni luce da noi, all’interno della cosiddetta Nube Oscura di Spitzer.  “Anche se già sospettavamo che la regione fosse una buona candidata ad essere una nube di formazione stellare massiccia, non ci aspettavamo di trovare una stella in embrione così grande all’interno” afferma Nicolas Peretto che ha guidato la ricerca. “Questo oggetto formerà una stella che sarà probabilmente 100 volte più massiccia del Sole. Solo una su diecimila, nella Via Lattea, raggiunge questa massa!

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