AIDA CONTRO GLI ASTEROIDI
La pioggia di meteore esplose sopra il cielo della Russia ha riacceso l’attenzione sul pericolo asteroidi. Come potremo difenderci nel caso che uno di questi grossi sassi punti verso la Terra? Al momento sono allo studio diversi sistemi, ma per essere efficaci è prima  necessario conoscere a fondo gli asteroidi, che non sono tutti uguali ma si differenziano per struttura, composizione chimica, comportamenti dinamici. Con questo obiettivo l’Agenzia Spaziale Europea ha annunciato la missione AIDA. Una sonda che punterà verso Dydimos, una coppia di asteroidi che orbitano uno attorno all’altro. Il più grande misura 800 metri, il più piccolo 150. La sonda raggiungerà la coppia nel 2022, quando si troveranno a circa 11 milioni di chilometri dalla Terra. A quel punto sgancerà un’altra sonda che alla velocità di 6 chilometri al secondo colpirà l’asteroide più piccolo. L’impatto dovrebbe modificare la velocità con cui i due oggetti girano uno attorno all’altro e nello stesso tempo staccherà piccoli frammenti che saranno analizzati. Anche la NASA intende continuare su questa strada, per conoscere meglio questi sassi spaziali. Senza ricorrere ad allarmismi esagerati ma anche senza ignorare che il pericolo, per quanto remoto, esiste.

DA DOVE ARRIVANO I RAGGI COSMICI?
I raggi cosmici sono particelle estremamente energetiche, che viaggiano nello spazio a velocità prossime a quella della luce e provengono dall’esterno del Sistema solare. Ma da dove esattamente? Il meccanismo che li produce e che li “spara” nell’Universo, non è chiaro, tuttavia è da tempo che i sospetti corrono in una direzione precisa. Verso le supernovae o, per essere più precisi, verso ciò che resta di queste esplosioni considerate fra gli eventi più catastrofici ed energetici dell’Universo. Ora, grazie ai risultati di un nuovo studio, disponiamo di indizi che incoraggiano questa ipotesi. Un gruppo di astronomi, guidato da Sladjana Nikolic, del Max Planck Institute, in Germania, ha preso in esame il resto della supernova SN 1006 sfruttando una nuova tecnica osservativa presso il Very Large Telescope, in Cile. I risultati hanno mostrato che nella regione il materiale espulso dalla supernova incontra la materia interstellare, ci sono protoni che si muovono a velocità elevatissime. Non si tratta dei raggi cosmici, ma potrebbero esserne i precursori, che con buona probabilità acquisteranno ancora maggiore energia interagendo con il materiale circostante. Non è ancora possibile dare per certo che i raggi cosmici siano prodotti in seguito alle esplosioni di supernove, ma il caso della loro origine si avvia ad essere chiuso. Soprattutto se, come auspicano i ricercatori, le stesse osservazioni potranno essere ripetute anche per altri resti di supernove.

MARTE E’ VICINO?
Altro che 2050, una prima missione umana su Marte potrebbe diventare realtà molto prima, già nel 2018. Pazzia o grande impulso all’esplorazione spaziale? È quanto si chiedono in molti di fronte alla Inspiration Mars Foundation impresa nonprofit fondata dal milionario Dennis Tito. Qualcuno lo ricorderà per essere stato il primo turista spaziale, colui che poté permettersi un soggiorno sulla Stazione spaziale. L’idea è di sfruttare le reciproche posizioni di Terra e Marte che, nel 2018, saranno tali da permettere una missione che si avvicini al pianeta rosso, sorvolandolo prima di sfruttarne la spinata gravitazionale per tornare indietro come una sorta di boomerang. Nessun atterraggio, quindi, ma tante difficoltà per l’equipaggio che secondo lo studio di fattibilità dovrà essere composto di sole 2 persone. Se non sarà possibile cogliere l’occasione del 2018, ci si preparerà per il 2031, quando si ripeterà la stessa configurazione planetaria. Riuscirà una compagnia privata a soffiare ad arrivare prima delle grandi agenzie spaziali? Staremo a vedere.

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Una risposta »

  1. Bellissime immagini e sono un vostro fan dal 2009 ,da quando ho iniziato a divulgare foto e video della NASA e INAF. ,ma siete presenti nella mia pagina <> di Efisio Masala .fraterni saluti Efisio.

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