CURIOSITY: 2 MESI SU MARTE
Superati quei 7 minuti da brivido, quelli della fase finale del suo atterraggio in cui tutto poteva andare storto, lo scorso 6 agosto il rover americano Curiosity ha iniziato la sua avventura sulla superficie del pianeta Marte. Sono trascorsi più di due mesi e il robot, grande e grosso com’è ( 900 kg e dimensioni paragonabili a quelle di una Mini Cooper), si è dapprima guardato intorno e ha testato la propria strumentazione, quindi ha cominciato a muoversi. Sono quasi 500 i metri che ha percorso finora, lasciando dietro sé le tracce delle proprie ruote ma anche i primi risultati scientifici, ottenuti analizzando quanto lo circondava, ad ogni fermata. In mezzo chilometro di strada, Curiosity si è imbattuto in alcune rocce sporgenti che non ha perso l’occasione di analizzare, servendosi in particolar modo del suo braccio robotico e del laser che gli permette di polverizzarne piccole quantità. In così poco tempo e in così poca strada, ha già avuto la fortuna di attraversare un punto del massimo interesse, quello che in un remoto passato doveva essere stato il letto di un fiume, dove scorreva acqua liquida. Durante questo tragitto Curiosity ha effettuato nuovi test (ad esempio sulla capacità di raccogliere campioni di suolo con un suo apposito contenitore), e puntato lo sguardo su un piccolo oggetto chiaro, che spicca sulla superficie marziana e che certamente appartiene la rover stesso: sembra il rivestimento di un cavo, forse appoggiatosi sul robot dopo le fasi di atterraggio e quindi caduto a terra. Queste sono le avventure iniziali di Curiosity, in attesa di raggiungere la prima vera tappa scientifica di rilievo, l’area denominata Gleneg che ormai non dista molto, meno di 200 metri. Una volta lì lo attendono altre rocce da esaminare e nuovi dati da raccogliere.

IL SOGNO DEL DRAGONE
Sono anni che la ditta americana Space X cerca di affermarsi nel settore della tecnologia spaziale. Il sogno è oggi realtà. La Space X ha lanciato con successo la capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale, per portare a bordo rifornimenti e nuovo materiale per gli esperimenti. Il lancio rientra in un pacchetto di 12 voli venduto alla NASA al costo di oltre un miliardo di dollari. Un accordo che non sorprende. Dopo il pensionamento dei vecchi shuttle e la mancata realizzazione delle nuove navette Orion, la NASA si è dovuta affidare alle capsule russe Soyuz. Una soluzione che non poteva andare avanti per molto. Con la Space X e le capsule Dragon, gli Stati Uniti tornano a volare nello spazio e riacquistano un po’ di indipendenza.

MARTE IN MAROCCO
Luglio 2011. Una palla di fuoco solca il cielo del Marocco per poi precipitare nel deserto. Ora le analisi dei frammenti rinvenuti in quel deserto parlano chiaro: la palla di fuoco era un pezzo di roccia marziana. Probabilmente la roccia è stata scagliata nello spazio dallo scontro tra Marte e un grande asteroide avvenuto circa 700mila anni fa. Da allora la roccia ha vagato nello spazio vicino sino a quando non è rimasta catturata dall’attrazione della Terra. Per gli esperti il ritrovamento rappresenta un vero colpo di fortuna. Studiando la roccia sarà possibile risalire alle condizioni ambientali presenti su Marte centinaia di migliaia di anni fa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...