MOTORI A CURVATURA: SOGNO O FUTURA REALTA’?
Motori a curvatura. Li abbiamo visti nei telefilm di Star Trek, e permettevano all’astronave Enterprise di viaggiare tra le stelle. Nella realtà sappiamo che la massima velocità possibile è quella della luce, un limite che rende i viaggi interstellari solo un sogno. A meno che non si scopra qualcosa di nuovo, come la possibilità di creare cunicoli spazio temporali. C’è però un nuovo studio che suggerisce un’ulteriore soluzione. Tutto parte da una considerazione: è vero che nulla può viaggiare più veloce della luce ma nulla vieta che un pezzo di spazio viaggi più veloce della luce. Confusi? Spieghiamo meglio. In teoria basterebbe creare una bolla di spazio attorno all’astronave e lasciare che sia questa bolla a muoversi, in modo analogo a un’onda che si sposta sulla superficie del mare. Per noi che siamo dentro la bolla, lo spazio attorno è fermo, quindi non ci stiamo muovendo e non stiamo violando il limite della velocità della luce. Quando la bolla si sposta deforma lo spazio che la circonda: lo spazio davanti viene contratto, mentre quello che sta dietro viene espanso. In questo modo anche la bolla non violerà il limite della velocità della luce rispetto allo spazio circostante. Però la somma di tutti questi effetti farà sì che per un osservatore che guarda dall’esterno, l’astronave sembrerà viaggiare più veloce della luce. Il trucco può funzionare, ma per ora solo nella teoria. Occorre qualche scoperta pratica che confermi la validità dell’ipotesi. E’ quello che stanno cercando di fare alla NASA, dove alcuni scienziati stanno provando a fare il massimo possibile per quella che è la nostra tecnologia attuale: creare microscopiche incurvature nello spazio tempo, così piccole da essere al limite del percettibile da parte dei nostri strumenti. Non sarà ancora il motore a curvatura di Star Trek, ma se ci riuscissero sarebbe il primo passo  verso la realizzazione di un sogno per ora confinato alla fantascienza.

PIANETI, ANCHE FRA TANTE STELLE
Ancora ancora mondi insoliti e come al solito inospitali: sono due pianeti gassosi  e bollenti, perché girano intorno alle proprie stelle su orbite molto strette. Pianeti extrasolari come dozzine di tanti altri, se non fosse che si trovano in una regione particolarmente affollata di stelle: il loro cielo, in altre parole, dev’essere spettacolare, molto più ricco e brillante di quello che vediamo di notte, dalla Terra. Questi due giganti gassosi si sono formati intorno a due delle circa mille stelle che appartengono all’ammasso del Presepe, noto anche come ammasso Alveare e rappresentano un primato:  ne erano già stati scoperti un paio in un contesto altrettanto popolato, ma questi in particolare girano intorno a stelle simili al Sole. La scoperta è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dello Smithsonian Astrophysical Observatory in Arizona e conferma quanto supponevano i ricercatori, ovvero:  a meno che in un ambiente affollato non si verifichino condizioni che inibiscono la formazione di pianeti, questi devono essere presenti anche intorno a qualche stella simile al Sole. Proprio come in questo caso.

L’ASTEROIDE DA TENERE D’OCCHIO
È un pezzo di roccia di circa 140 metri ed è stato scoperto lo scorso anno, ma va tenuto d’occhio. Si chiama 2011 AG, è un asteroide che potrebbe passare fastidiosamente vicino alla Terra fra 28 anni, nel 2040, con una probabilità di impatto pari a 1 su 625, del tutto non trascurabile.  C’è da dire però che è troppo presto per fare pronostici attendibili. Al momento l’oggetto, trovandosi  dalla stessa parte del Sole, è praticamente inosservabile, quindi non si può delineare la sua orbita con sufficiente accuratezza almeno fino all’anno prossimo.  Inoltre si spingerà dalle parti del nostro pianeta sia nel 2023 che nel 2028 subendone l’azione gravitazionale che causerà ulteriori modifiche al suo percorso. Non si possono fare previsioni, quindi, ma sono già state organizzate campagne osservative mirate.

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Una risposta »

  1. ilario ha detto:

    Complimenti per questi notiziari continuate così

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