UNA LUCE SU GIOVE
Un lampo di luce su Giove. E’ stato visto al telescopio pochi giorni fa e ora sappiamo che cosa è successo. Un piccolo asteroide ha colpito il pianeta. O  meglio ha impattato a tutta velocità il suo gas, visto che Giove è un pianeta fatto di gas.  Lo scontro ha ridotto a pezzi l’asteroide, producendo un lampo di luce. L’evento è tutt’altro che straordinario: Giove è il pianeta più grande del sistema solare e con la sua gravità attira asteroidi e comete che gli passano vicino. Il che per noi è un bene perché ripulisce lo spazio di molti piccoli corpi vaganti che altrimenti potrebbero avvicinarsi pericolosamente alla Terra. Quest’ultimo impatto tra Giove e un asteroide è il quarto osservato dai telescopi negli ultimi tre anni. Un numero destinato a crescere: questi eventi prima ci sfuggivano ma ora è sempre più frequente riuscire a individuarli appena avvengono grazie alla potenza dei nuovi telescopi. Compresi i telescopi degli appassionati. Ecco perché se avete in casa un buon telescopio vi conviene puntarlo ogni tanto verso Giove. E chissà, con un po’ di pazienza e un pizzico di fortuna, potreste vedere un lampo di luce e scoprire per primi un nuovo impatto.

NEVE MARZIANA
Mentre sulla superficie di Marte un nuovo arrivato, il rover Curiosity, effettua una serie di prove per familiarizzare con la propria strumentazione e soprattutto con il braccio robotico di cui è dotato, un vecchio osservatore del pianeta continua la sua missione dall’alto. Si tratta della sonda Mars Reconnaissance Orbiter che, sorvolando il polo sud, ha raccolto dati su un particolare evento climatico: anche su Marte scende la neve. La sostanza che cade a piccoli fiocchi, però, non è ghiaccio d’acqua bensì di anidride carbonica, quello che chiamiamo ghiaccio secco. All’origine delle precipitazioni ci sono alcune nuvole: fra quelle osservate nell’inverno marziano del 2006-07 la più estesa raggiungeva un diametro di circa 500 Km. Gli strumenti della sonda hanno fornito informazioni sulle dimensioni delle particelle ghiacciate, sulle loro concentrazioni e sulle temperature che, per consentire all’anidride carbonica di trovarsi allo stato solido, devono essere inferiori ai -125°. La particolare neve marziana rappresenta un caso unico in tutto il Sistema solare.

LA VITA ALTROVE
Dove cercare un pianeta adatto a ospitare la vita? La risposta più naturale era: nella fascia di abitabilità, ovvero quella regione dello spazio in cui il pianeta gira intorno alla propria stella mantenendosi alla giusta distanza, ricevendone la giusta quantità di calore, così come avviene per la Terra. Sembra però che questa risposta, così come l’idea di cercare qualcosa di molto simile al nostro pianeta, sia destinata a subire consistenti modifiche vista la complessità e la varietà dei sistemi planetari che stiamo scoprendo con sempre maggiore frequenza. Alcuni studiosi, presso l’Exoplanet Science Institute della NASA, ritengono che alcune forme di vita possano persistere anche in pianeti che hanno l’orbita molto schiacciata. Questi vengono a trovarsi nella propria fascia di abitabilità, ma solo per certi periodi del loro anno. Questi periodici passaggi potrebbero essere sufficienti perchè certe forme molto semplici di vita, in grado di sopravvivere in condizioni estreme, possano resistere anche in questi mondi. La vita, del resto, può riservare molte sorprese.

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