SOTTO IL GHIACCIO…LA VITA?
Settimana dedicata all’incontro tra gli esperti organizzato dalla NASA per discutere su Europa, una delle lune  principali di Giove. Europa è avvolto dal ghiaccio, ma sotto quello strato sembra esserci un unico grande oceano di acqua liquida. Sembra inoltre che l’acqua non sia gelida, perché riscaldata dal calore che sale dal nucleo del satellite. Questo lo rende il posto ideale dove andare a cercare possibili forme di vita. Soprattutto dopo aver scoperto che l’acqua liquida riesce a raggiungere la superfice attraverso crepe che si formano nel ghiaccio. Se le crepe non si richiudono troppo velocemente, alcuni composti organici potrebbero esservi caduti dentro  raggiungendo l’oceano sottostante e dando il via allo sviluppo della vita. Fondamentale in questa ricerca stabilire quanto è spessa la crosta ghiacciata che separa l’oceano dalla superficie: al momento si parla di decine di chilometri, ma un nuovo studio, presentato proprio all’incontro della NASA, suggerisce una profondità minore di soli 3 chilometri. Scopriremo la verità forse il prossimo decennio. NASA ed Europa intendono lanciare una sonda nel 2020: scenderà sul satellite per stabilire una volta per tutte lo spessore della crosta ghiacciata e forse per scavare e provare a tuffarsi in quel profondo oceano nascosto.  

NON SOTTOVALUTATE IL METANO
Europa potrebbe non essere l’unico posto del sistema solare dove cercare la vita. Gli astrobiologi sono sempre più convinti che non sia necessaria la presenza di acqua liquida. Potrebbe andar bene anche il metano liquido, che ad esempio abbonda su Titano, il più grande satellite di Saturno. Anche se già visitato dalla sonda Huygens, per sapere se laggiù ci sono microrganismi sarà però necessario programmare un’altra missione, forse verso il 2030. Titano a parte, resta il fatto che se la vita può svilupparsi anche in assenza dell’acqua, dovremo rivedere i nostri parametri di ricerca: pianeti ritenuti ostili potrebbero essere la culla di forme di vita inattese e molto diverse dalla nostra.     

PHOBOS-GRUNT CADRA’ A GENNAIO
Continuano i tentativi di salvare la sonda russa Phobos-Grunt. Lanciata l’8 novembre, la sonda doveva iniziare il suo viaggio verso Phobos, uno dei due piccoli satelliti di Marte. Tuttavia il sistema di propulsione principale non si è acceso e ora la sonda si trova su un’orbita più bassa rispetto a quella necessaria per essere lanciata verso lo spazio. All’inizio si era parlato di soli tre giorni di tempo per cercare di ripristinare il sistema, riavviare la procedura di accensione e provare a raggiungere la quota giusta. Ora nuovi calcoli dicono che la perdita di quota della sonda è più lenta rispetto alla stima data dalle previsioni. Phobos-Grunt cadrà sì nell’atmosfera, disintegrandosi, ma solo a gennaio. Questo significa che c’è ancora qualche settimana di tempo per cercare di rimediare prima che sia davvero troppo tardi.

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