UN BRUTTO INIZIO
Ancora un duro colpo per l’Agenzia Spaziale Russa. La sonda Phobos-Grunt si trova su un’orbita sbagliata e se non si riuscirà a rimediare in breve tempo il suo viaggio sarà terminato prima ancora di cominciare. La sonda dovrebbe raggiungere Phobos, una delle due piccole lune di Marte. Dopo aver orbitato per qualche mese attorno al satellite, Phobos-Grunt dovrebbe scendere sulla superficie, prelevare 200 grammi del suolo, rinchiuderli in una capsula e spedirla verso la Terra. Da qui viene il nome della missione: grunt in russo significa “suolo”. Qualcosa però è andato storto durante il lancio. Il sistema di propulsione principale non si è acceso e ora la sonda si trova su un’orbita più bassa rispetto a quella necessaria per poter essere lanciata verso lo spazio. Le prossime ore saranno decisive per capire se è possibile rimediare in extremis. Se il problema fosse dovuto a un errore nel software, si potrebbe ripristinare il sistema, riavviare la procedura di accensione e provare a raggiungere la quota giusta. Ma se il guasto fosse di natura hardware ci sarebbe poco da fare, allungando la lista di fallimenti che negli ultimi anni sta mettendo in forte discussione l’affidabilità della tecnologia spaziale russa.

MAGNETISMO LUNARE
A differenza della Terra, la Luna non ha un campo magnetico: in altre parole, se dovessimo andare in viaggio da quelle parti, potremmo lasciare a casa la bussola. Sulla superficie del nostro satellite tuttavia, sono presenti delle rocce magnetizzate: come si spiega la loro presenza? I risultati di uno studio recente ipotizzano che in passato, quando la Luna girava intorno alla Terra su un’orbita molto più stretta rispetto a oggi, fosse anch’essa avvolta da un proprio campo magnetico. A generarlo sarebbero stati i movimenti interni delle masse fluide del nucleo che si strofinavano contro il mantello lunare. Questi movimenti sarebbero stati a loro volta una conseguenza della vicinanza alla Terra. Il nostro pianeta, infatti, avrebbe avuto una forte influenza gravitazionale sulla Luna, generando una sorta di maree solide e mandando fuori sincronia la rotazione del mantello e del nucleo attorno all’asse lunare, di qui gli strofinamenti interni che avrebbero acceso una sorta di dinamo. Con il successivo e progressivo allontanamento dalla Terra, questi effetti si sarebbero indeboliti fino a portare allo spegnimento del campo magnetico.

OBIETTIVO: STELLE DI NEUTRONI
La NASA deve ancora effettuare un’ultima selezione, ma se fra le missioni candidate sarà quella denominata NICER ad avere la meglio, significa ce potremo saperne di più sulle stelle di neutroni. Si tratta di stelle piccole, di dimensioni paragonabili a quelle di una città, ma talmente concentrate che un cucchiaino della loro materia peserebbe, sulla Terra, circa un miliardo di tonnellate. Nei nostri laboratori non è possibile sottoporre la materia a pressioni altrettanto elevate, quindi è necessario puntare direttamente alle stelle di neutroni con tecniche di osservazione che permettano di dedurre le loro condizioni interne. NICER è uno strumento composto da 56 piccoli telescopi sensibili alla radiazione X tipicamente emessa da questi oggetti. Verrà lanciato in orbita e agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale, sempre se la NASA deciderà di puntare proprio sulle stelle di neutroni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...