L’OCCASIONE DI UN INCONTRO
Per l’asteroide 2005 YU55 è tempo di un nuovo incontro ravvicinato. L’8 novembre ci passerà di nuovo molto vicino, questa volta a una distanza di  330.000 chilometri, poco inferiore a quella della Luna. Nessun pericolo ma piuttosto un’occasione speciale per studiare questo corpo senza muoversi da terra.Le tecniche di studio e di osservazione saranno diverse: i radiotelescopi invieranno onde radio che rimbalzeranno sulla superficie dell’asteroide e torneranno indietro. Dal tempo passato tra il momento dell’invio e quello del ritorno sarà possibile ricostruirne la forma con una risoluzione sull’ordine dei 4 metri. Osservazioni nell’infrarosso e nel visibile serviranno invece per determinare la composizione chimica e calcolare con maggior precisione la traiettoria. Tutti questi dati saranno utili in generale per conoscere più a fondo gli asteroidi, e nel particolare per ampliare la nostra conoscenza su quelli che ci passano vicino. Più ne sappiamo sulla loro struttura, composizione e traiettoria, più saremo certi di individuare gli asteroidi pericolosi e scegliere la strategia migliore per deviarne la rotta o per renderli innocui.

UNO ZOO DI GALASSIE
Più di 200.000 volontari  per un milione di galassie: sono i numeri del progetto scientifico Galaxy Zoo che, per classificare un gran numero di immagini, aveva bisogno di un gran numero di sguardi attenti. È così che a questo lavoro di interesse scientifico hanno contribuito, oltre agli scienziati, ben 200’000  aiutanti extra, che scienziati non sono. Ad essere prese in esame sono immagini di galassie, così tante da rappresentare un vastissimo zoo, che necessitano appunto di essere catalogate in base al loro aspetto. Catalogare o, in altre parole, mettere in ordine questa immensa mole di informazioni, ha già portato ad alcuni risultati. In alcune galassie, ad esempio, una porzione di stelle è distribuita lungo una sorta di barra,  che attraversa il centro del sistema stellare: il lavoro di Galaxy Zoo ha evidenziato che queste barre sono generalmente più lunghe nelle galassie che ospitano stelle più vecchie. Questo, e altri aspetti, non sarebbero venuti alla luce senza la meticolosa e paziente analisi delle tante immagini a disposizioni: un lavoro per il quale, senza dubbio, l’unione fa la forza.

MARS500: SI TORNA A CASA
Dopo 17 mesi, i sei membri dell’equipaggio della missione Mars500, fra cui l’italiano Diego Urbina, hanno finalmente riaperto lo sportello della loro navicella e rimesso i piedi per terra. Anche se in realtà non si erano mai allontanati dal nostro pianeta, hanno trascorso tutto questo tempo in un modulo sigillato vivendo e lavorando come se avessero davvero intrapreso una missione di andata, permanenza e ritorno sul pianeta Marte. È stata la simulazione più estrema mai effettuata finora: le prove generali necessarie per testare problematiche note e scoprirne di inaspettate, ma soprattutto per studiare le implicazioni psicologiche. Nonostante ci siano stati momenti di stress dovuti all’isolamento, al ritardo delle comunicazioni con l’esterno che simula quello effettivo, e anche alla semplice noia, l’esperimento ha dimostrato che dal punto di vista psicologico gli esseri umani sono in grado di sostenere un’esperienza tanto estrema. Questa non è una garanzia di riuscita di una missione umana su Marte, ma un bagaglio di conoscenze indispensabile per partire preparati.

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