IL SOLE CHE VERRA’
Quaranta gradi all’ombra o nuova era glaciale? Il clima dei prossimi anni dipende anche dal Sole ma prevederne il comportamento non è così scontato. Sappiamo che il Sole sta raggiungendo un nuovo massimo di attività, il cui picco è previsto nel 2103, per poi tornare al minimo successivo nel 2020. Di questo passo il ciclo attuale stabilirà il record di durata, risultando il più lento tra quelli conosciuti con precisione. Per questo, e al contrario di chi preannunciava infuocate tempeste solari, alcuni esperti prevedono l’arrivo di un lungo periodo di minimo simile a quello avvenuto in Europa nel XVII secolo all’epoca della piccola era glaciale. Va ribadito che si tratta di previsioni quantomeno azzardate: il legame tra attività solare ed ere glaciali non è univoco. Inoltre abbiamo iniziato a misurare con precisione i cicli solari solo da pochi decenni, da quando abbiamo spedito sonde nello spazio che hanno permesso di ottenere osservazioni più accurate. Troppo poco per costruire modelli che ci permettano di prevedere nel dettaglio il comportamento del Sole, i cui cicli anomali potrebbero essere normali momenti di variabilità inseriti in un ciclo molto più lungo che ancora non abbiamo determinato.

ERIS VS. PLUTONE
Uno era considerato il “numero nove” del Sistema solare, l’altro ha un nome che significa “discordia”. Si tratta di Plutone ed Eris che, dal 2006, appartengono alla classe dei pianeti nani, categoria stabilita dall’Unione Astronomica Internazionale che, proprio in seguito alla scoperta di Eris, decise di rivedere la definizione stessa di pianeta, stabilendo che Plutone non aveva le carte in regola per essere considerato tale. Tutto per colpa delle dimensioni di Eris che, secondo le stime, superavano quelle di Plutone: fu a quel punto che divenne necessario stabilire cosa fosse un pianeta e cosa no. Ora sembra proprio che le dimensioni di Eris, che tanto fecero discutere, vadano ridimensionate. Misurando il tempo che impiega questo oggetto a passare davanti a una stella che si trova sullo sfondo, è stato possibile effettuare misure dirette, e quindi molto più accurate, della sua taglia. In definitiva, Eris e Plutone avrebbero dimensioni così simili da rendere necessarie misure ancora più accurate per stabilire chi sia il più grande. Chi vincerà?

CINQUE GALASSIE IN 3D
A guardarle sembrano un gruppo compatto, in realtà solo 4 delle 5 galassie del cosiddetto Quintetto di Stephan sono effettivamente vicine fra loro. Anche se non sembra, la quinta si trova a 250 milioni di anni luce dalle altre, ponendosi in primo piano lungo la nostra linea di vista. Il telescopio Subaru, delle Hawaii, l’ha comunque inclusa nelle proprie osservazioni, effettuate utilizzando filtri specifici in alternanza. Questi hanno permesso di ottenere immagini diverse che, confrontate, hanno evidenziato le aree dove la formazione stellare è più intensa, quelle aree cioè che esibiscono una più marcata colorazione rossastra. Un set di filtri ha messo in luce queste regioni nell’ambito della galassia in primo piano, l’altro le ha fatte risaltare nelle 4 più lontane. Questa alternanza di visioni ha permesso così di acquisire un’idea tridimensionale, aggiungendo all’immagine una profondità che non era possibile apprezzare altrimenti.

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